La terra trema (nel Kansai)


“Il Giappone è un paese a rischio sismico”

“chi ci vive deve farci l’abitudine”, dicono.
E non si tratta nemmeno di un’affermazione opinabile: la realta’ è proprio questa.

Ma quando si vive lontano dai luoghi che sopportano scosse più o meno forti di continuo, e in dieci anni non si ha mai avuto modo di trovarsi coinvolti in situazioni del genere, si comincia a credere che queste cose non ci riguardino. Certo ci si preoccupa per gli amici che devono sopportare queste cose, e si fa il possibile in caso di bisogno, ma si rimane in una (comoda) posizione defilata.

Ecco, io la pensavo così, ma lunedì è successo qualcosa che mi ha fatto cambiare opinione.

Lunedì mattina cominciavamo la nostra giornata come sempre: mio figlio faceva colazione e io mi attardavo in camera, mettendo un pò a posto e cercando di ritardare il più possibile il mio ingresso nella settimana che stava cominciando.

Mi aspettava una giornata con mia suocera, dovevo accompagnarla in banca, e mi chiedevo se sarei riuscita a preparare un po’ di materiale per le lezioni della settimana.

Ma la nostra mattinata come tante ad un certo punto ha preso una direzione completamente diversa: una scossa di terremoto è arrivata quando stavano per scoccare le otto del mattino!

Si, esatto, una scossa di terremoto nel Kansai, una scossa di terremoto in una zona in cui i fenomeni sismici sono avvenimenti straordinari, e qualche volta piuttosto gravi (i miei studenti mi hanno ricordato il terremoto del 1995, a Kobe). Però è arrivata lo stesso, a dimostrare che non bisognerebbe mai prendere sottogamba il rischio sismico collegato a questo paese.

Non saprei dire quanto sia durata, a me è sembrata lunga. Io mi trovavo nella stanza vicina, ho raggiunto mio figlio al volo e l’ho fatto uscire di casa (insieme a ma suocera).
Abitiamo al primo piano, scendere in strada comporta una rampa di scale, ed un po’ di fortuna (per evitare che qualcosa ci caschi addosso), ma non ho avuto molte esistazioni: il pavimento si muoveva, molti oggetti erano caduti e non mi sembrava poi una grande idea nascondersi sotto il tavolo… Al contrario l’ingresso era a portata di mano…
Quindi ce la siamo cavata. La casa ha avuto bisogno di mezza giornata per riprendersi ma in fin dei conti non ci è andata male. La paura è rimasta, non è andata via rimettendo a posto, e credo che da ora in poi mi farà compagnia, ma forse mi aiuterà a diventare più prudente, quindi non credo che sia una cosa completamente negativa.

Vi lascio delle foto scattate dentro casa nostra, per far capire a chi non è pratico (come la sottoscritta) cosa può comportare una sola scossa di terremoto.

soggiorno

cucinabagno

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