Di donne e di pesci

Qualche giorno fa, facendo zapping “matto e disperatissimo” in cerca di qualche notizia leggermente più pregnante dell’ultimo amorazzo della idol di turno o dei poco allettanti “trend” della cucina Osechi per il Capodanno 2017, mi sono imbattuta in una bizzarra pubblicità.
Lo sviluppo è piuttosto semplice: durante le audizioni, nessuna delle ballerine filiformi soddisfa la giuria. Ad un certo punto, uno dei giudici fa cenno all’assistente grassoccia di raggiungere il centro del palco e ballare; questa non se lo fa ripetere due volte, anzi, si vede che sotto i vestiti si era già equipaggiata di una raffinatissima tutina argentata. Il donnone si esibisce in una danza a dir poco grottesca che pure Amaterasu sarebbe uscita dalla grotta e continua a ballare trasformandosi in un tonno.
Come potete facilmente immaginare, lo spot pubblicizza una catena di ristoranti di sushi, Gin no sara, ed è proprio su un “piatto d’argento” che questa manciata di secondi altamente trash mi ha servito un quesito lancinante: “Ma  a ‘sti giapponesi, quanto piace la donna-pesce?” Sorvolando sull’accostamento donna grassa-trancio di tonno (i programmi di varietà sono pieni di comici donne in sovrappeso che vengono puntualmente derise e fatte oggetto di battute discutibili, nonché prese a sganassoni tra l’ilarità degli ospiti), vorrei concentrarmi proprio sulla metafora ittica che tanto sembra piacere ai consumatori Sol Levante; solo tre mesi fa era stato ritirato un video prodotto dalla seconda agenzia pubblicitaria del Paese, la Hakuhodo, per promuovere il prodotto tipico della città di Shibushi (nella prefettura di Kagoshima), ossia l’anguilla. Anche in questo caso avveniva la metamorfosi da donna a creatura acquatica, tuttavia i motivi per il ritiro della campagna pubblicitaria si rifacevano ad accuse di sessismo.
Ecco il video. Continua a leggere

Mamma, ho preso l’aereo! Viaggiare all’estero con il cane

Essendo la fortunata mamma (no, padrona non mi piace!) di una vivace bassottina di due anni e mezzo, ho pensato di condividere con voi alcune informazioni utili sulla vita a Tokyo con un cane. Questa volta vorrei parlarvi delle procedure necessarie per poter andare in vacanza all’estero con il vostro amico a quattro zampe senza rischiare spiacevoli sorprese.

Dopo essersi assicurati che la compagnia aerea accetti il vostro cane a bordo ed esservi procurati un trasportino delle dimensioni indicate dalla compagnia stessa (vi consiglio di controllare attentamente le misure sul sito della compagnia che avete scelto), in genere almeno due mesi prima della partenza (attenzione, si parla di sei mesi nel caso in cui si voglia anche solo effettuare un cambio in Gran Bretagna o in un’altra isola) bisogna:

1) contattare l’ambasciata del paese di arrivo per ottenere la lista dei certificati necessari.

Per viaggiare verso i paesi dell’UE, è necessario che al cane sia stato impiantato un microchip ISO a 15 cifre leggibile dai lettori di ultima generazione; è necessario inoltre ottenere dal veterinario un certificato attestante che al cane è stato fatto il vaccino antirabbica e il richiamo, quest’ultimo eseguito non più tardi di un mese prima della data di partenza (in Giappone il vaccino antirabbica viene iniettato ogni anno, per legge), oltre ad un certificato di buona salute dell’animale e che gli siano stati somministrati gli antiparassitari cutanei e intestinali.

Dopo aver fatto il richiamo antirabbica, il veterinario dovrà spedire ad un laboratorio specializzato designato dal governo un campione di sangue che verrà analizzato per verificare l’effettiva risposta immunitaria del cane. Per ottenere il risultato delle analisi saranno necessari almeno 15 giorni.

Serve poi una traduzione del libretto sanitario del cane nella lingua del paese di arrivo. E’ importante ricordare che, in caso si visitino più paesi stranieri, i documenti andranno tradotti nelle lingue di ciascun paese in cui porterete il vostro cane.

2) telefonare a Narita o Haneda per prendere un appuntamento con l’ufficio quarantena.

Vi verrà richiesto di compilare un modulo online chiamato ANIPAS su cui specificare le caratteristiche del cane, le vaccinazioni eseguite dalla nascita in poi, le date di partenza e ritorno del vostro viaggio. Questo modulo dovrà essere stampato e inviato via fax.

3) inviare tutti i documenti e i risultati degli esami all’ufficio quarantena.

4) fare la visita di quarantena il giorno della partenza (prima del check in)

In entrambe le occasioni in cui ho portato la mia cagnetta con me oltreoceano, mi sono dovuta recare all’ufficio quarantena il giorno precedente alla partenza, poiché a Narita l’orario di apertura è alle 8.30 e il mio volo sempre intorno alle 10:00, cosa che rende impossibile effettuare la visita di controllo in tempo per il check in. Tuttavia, in genere gli impiegati dell’ufficio quarantena spiegano con molta gentilezza che cosa fare e rispondono alle chiamate anche in tarda serata. La visita effettuata durante la quarantena è gratuita e dura circa un’ora. Una volta ottenuto il benestare dell’ufficio quarantena si può (finalmente) partire.

In realtà, uscire dal Giappone con il proprio cane non è problematico; potreste presentarvi al check in con il cane in borsa e vi farebbero partire lo stesso. Queste procedure vengono fatte per assicurarsi che al ritorno il vostro cane non abbia problemi a rientrare con voi. Per questo motivo è anche necessario che prima di ritornare in Giappone prendiate appuntamento con un veterinario del paese in cui avete passato le vacanze per ottenere un altro certificato di buona salute e che vi rechiate al centro quarantena locale per ottenere i timbri e le autorizzazioni da mostrare una volta tornati a Narita, dove il cane verrà visitato un’ultima volta.

Se vogliamo mettere da parte lo stress causato al cane dalle numerose visite, bisogna considerare che il richiamo antirabbica e soprattutto l’analisi del sangue sono piuttosto costose ed hanno una validità di 12 mesi. Se vorrete viaggiare di nuovo con il vostro cane allo scadere di questo termine dovrete rifare tutte le pratiche e gli esami.

Per ulteriori informazioni, vi consiglio di visitare il sito ufficiale della AQS (Animal Quarantine Service)

in inglese

in giapponese (ma ha i disegnini ❤)