Il Giapponese essenziale: guidare le astronavi superando le barriere linguistiche.

Il giapponese degli anime presenta varie peculiarità, per termini e modi di dire, che lo distinguono dalla lingua più comunemente usata. Tra citazioni e ri-citazioni, molti termini sono entrati a far parte dell’immaginario collettivo della cultura più strettamente legata al mondo dell’animazione. Il creatore di Evangelion Hideaki Anno, in Nadia, con una serie di virtuosismi, cerca di citare e riprendere il maggior numero possibile di situazioni, frasi e anche inquadrature dalle serie degli anni ’70.

In questo breve post citiamo alcune delle frasi più comuni legate alla navigazione con navi (spaziali e non). Se si ascoltano le serie con sottotitoli è possibile riconoscere  molti dei termini qui citati.

In un post precedente avevamo trattato di alcuni ideogrammi particolari e qui avevamo affrontato il problema della fisica a velocità relativistica.

 

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(con correzione di Andrea Ortolani, che il giapponese  lo sa veramente e scrive delle follie della legge giapponese qui)

 

La guerra dimenticata tra Italia e Giappone, di Pio d`Emilia (Seconda parte)

Riceviamo e volentieri postiamo un testo di Pio d’Emilia, giornalista (http://www.ilfattoquotidiano.it/oriente-furioso/) e corrispondente dal Giappone per Sky Tg24, dal titolo: La guerra dimenticata tra Italia e Giappone, una pagina inedita di storia politica e diplomatica. (seconda parte)

Il contesto storico: l’Italia nell’Estremo Oriente

Prima di affrontare la questione principale, e’ cioe’ gli eventi successivi all’armistizio del 1943 e alla  dichiarazione di guerra del 15 luglio 1945, e’ forse utile fotografare la presenza italiana in Estremo Oriente dell’epoca. Secondo dati abbastanza attendibili – corrispondenza privata tra gli ambasciatori Taliani (Pechino) e Indelli (Tokyo), entrambi poi accumunati dal triste destino di internamento e prigionia, memoriale Jannelli e altra documentazione ufficiale rinvenuta presso l’Archivio Storico del MAE – vi erano, alla vigilia dello scoppio della guerra, circa 3000 cittadini italiani in Estremo Oriente. Per la maggior parte si trattava di uomini in uniforme, qualche commerciante, una manciata di studiosi, alcuni missionari. Ma con l’attacco della Germania alla Russia, nel giugno 1941, l’interruzione delle linee marittime dal Giappone (dopo gli accordi di Tokyo con il governo fantoccio di Vichy) e la seconda infiltrazione giapponese in Asia, l’Estremo Oriente rimase praticamente isolato dal resto del mondo. In base ai risultati di questa ricerca,  gli unici italiani che dopo questa data riuscirono a raggiungere l’Estremo Oriente furono  i gia’ citati  Consigliere d’Ambasciata Pasquale Iannelli ed il dr. Michelangelo Piacentini – sorpresi dalla guerra russo tedesca mentre erano  in viaggio sulla ferrovia transiberiana[19], e l’Addetto Navale presso la stessa ambasciata, ammiraglio Balsamo, il quale, attraverso Spagna, Portogallo, Brasile ed Argentina,  riusci’  ad imbarcarsi sull’ultima nave  che dal Sudamerica salpo’ per il Giappone. In senso inverso, l’unico italiano che sia riuscito a tornare in Italia e’ stato invece l’ex console di Manila, tale Rossi, rifugiatosi in Giappone dopo la chiusura dei consolati italiani in territori USA e imbarcatosi come clandestino su un piccolo battello giapponese partito il 16 agosto da Yokohama per il Messico per caricare petrolio. Continua a leggere

La guerra dimenticata tra Italia e Giappone, di Pio d`Emilia (Prima parte)

 Riceviamo e volentieri postiamo un testo di Pio d’Emilia, giornalista (http://www.ilfattoquotidiano.it/oriente-furioso/) e corrispondente dal Giappone per Sky Tg24, dal titolo: La guerra dimenticata tra Italia e Giappone, una pagina inedita di storia politica e diplomatica. (prima parte) —–

C’e’ un episodio, tra i tanti della seconda guerra mondiale, che abbastanza comprensibilmente ignorato dalla storiografia internazionale, lo e’ un po’ meno comprensibilmente dagli storici italiani e giapponesi. Si tratta della dichiarazione di guerra “fantasma” (vedremo poi perche’) dell’Italia al Giappone, avvenuta il 15 luglio 1945[1].

Una dichiarazione di guerra “nominale”, come vedremo,  frutto di valutazioni politiche rivelatesi in seguito profondamente errate[2], ma che rappresenta comunque il punto d’arrivo di una serie di eventi drammatici iniziati con l’armistizio dell’8 settembre 1943 (nella terminologia giapponese dell’epoca, ma anche successiva, il cosiddetto “tradimento”[3]) e quello di partenza di un contenzioso (prima politico/diplomatico, poi squisitamente giuridico) che ancorche’ apparentemente risolto potrebbe invece rivelarsi tutt’ora fertile terreno per eventuali azioni di risarcimento da parte di cittadini italiani che lamentassero “danni morali o materiali  certi e documentabili”. I quali potrebbero, secondo il parere di alcuni esperti, adire la magistratura ordinaria giapponese e chiedere un risarcimento del danno[4]. Cio’ potrebbe valere non solo per i protagonisti noti di quei tristi avvenimenti – tra i quali il nostro presidente prof. Fosco Maraini, e il dr. Michelangelo Piacentini – ma anche, tanto per fare qualche esempio, per gli eredi del comandante Prelli, responsabile della flotta italiana in Estremo Oriente, di stanza in Cina, fatto uscire con uno stratagemma dell’Ambasciata di Tokyo, dove si trovava in visita riservata, e fatto sparire sino alla resa , di altri 61 cittadini italiani residenti all’epoca in estremo oriente , le cui domande, chi per una ragione chi per un’altra non sono state soddisfatte,  e soprattutto quelli di un martire dimenticato da tutti, il Primo Ufficiale Macchinista Ernesto Saxida, deceduto tra atroci sofferenze dopo essere stato utilizzato come cavia umana da un certo Tokuda, “medico” di un campo di concentramento nei pressi di Yokohama dove si praticava su base artigianale cio’ che la famigerata Brigata 731, in Manciuria, praticava a livello industriale: crudeli esperimenti clinici “in corpore vili”[5]. Sui prigionieri di guerra, insomma. Continua a leggere

Calendario di Burogu, Dicembre 2014

E` pronto il mese di Dicembre 2014 !

Ed eccoci arrivati all`ultimo mese del Calendario di Burogu!
La neve cade, la temperatura scende ma il Calendario ci riscalda i cuori!

Come sempre due pagine di calendario, una con i giorni e le festivita` (giapponesi) ed un`altra con un`immagine “alternativa”.  Riparatevi dal freddo con Burogu!

Buon Dicembre! 🙂

dicembre-2014
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Calendario di Burogu, Novembre 2014

E` pronto il mese di Novembre 2014 !

Cadono le foglie ma come ogni mese fiorisce il Calendario di Burogu!

Come sempre due pagine di calendario, una con i giorni e le festivita` (giapponesi) ed un`altra con un`immagine “alternativa”.  Buon autunno con Burogu!

Buon Novembre! 🙂

Novembre 2014
Retro Novembre 2014