Hiroshima Okonomiyaki – la ricetta

Questa è la ricetta dell’okonomiyaki di Hiroshima che mi è stata insegnata alla ditta Otafuku Sauce di Hiroshima.

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Innanzitutto per fare un buon okonomiyaki bisogna avere una buona piastra elettrica, ma va bene anche una padella resistente o un “testo” per la piadina. La temperatura della piastra preriscaldata all’inizio deve essere sui 180°C, aumentare a 250°C quando si arrostisce la carne, e poi ritornare a 180°C.

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Gli ingredienti usati nella lezione di cucina sono: 1 uovo, cavolo cappuccio affettato sottilmente, germogli di soia, un piccolo porro affettato, ikaten (fiocchi di calamari fritti essiccati), fettine di maiale sottili, una confezione di pasta fresca (udon o soba per yakisoba), salsa per okonomiyaki e alga aonori.

La quantità degli ingredienti varia a seconda dei gusti, ma in genere gli strati devono essere belli spessi, poi, cuocendo, l’okonomiyaki si assottiglia..

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HIROSHIMA OKONOMIYAKI

Eccoci qui riuniti per parlare di prelibatezze. Chi conosce il Giappone avrà sentito parlare dell’okonomiyaki, che beninteso NON è la pizza giapponese come a volte si sente dire dal turista nostrano medio.
Pizza ed okonomiyaki hanno in comune solo il fatto che è il cliente a decidere gli ingredienti.
La parola infatti è formata da okonomi che significa “come piace a te” e yaki che vuol dire “cotto” oppure “alla griglia”. In pratica “fàttelo un po’ come te pare”!

Io abito a Hiroshima e l’okonomiyaki locale è ben diverso da quello del Kansai o Osaka, oppure di Tokyo (Monja – yaki) in cui gli ingredienti sono mescolati PRIMA di essere cotti sulla griglia. Qui l’okonomiyaki viene preparato a strati, con l’aggiunta di pasta lunga di origine cinese e della mitologica salsina.

Hiroshima okonomiyaki, stratiDi solito gli ingredienti nell’ordine sono: una piccola frittella sottile che cuoce sulla griglia e su cui altri ingredienti sono sovrapposti, iniziando con una grande quantità di verza, e a scelta altri ingredienti che sono aggiunti appunto a strati: per es. fettine di maiale, negi (a metà strada tra l’erba cipollina e il porro), mochi di riso, ikaten (fiocchi di calamari fritti essiccati), foglie di erba shiso, formaggio, frutti di mare… Naturalmente non tutto insieme, altrimenti la digestione ne risente assai! Continua a leggere

Australia VS Canada

Passata ormai la febbre del dolce (?) periodo di San Valentino ho pensato di proporvi questo post dal titolo facilmente travisabile per non lasciarvi a bocca asciutta.

Infatti non si tratta di discutere su quale sia la meta più ambita dagli italiani, il Paese dove potremmo trovare finalmente l’occasione della vita insieme alla pace interiore e via discorrendo pur nonostante entrambe le nazioni ospitino due fra le più grandi comunità di compatrioti espatriati, no, qui parleremo di una cosa più seria ed importante ovvero: quale fra i due paradisi del “voglio ri-farmi una vita a misura d’uomo” produca la miglior Nutella®.

Ho cominciato a pensarci quando, non tornando in Italia da quasi due anni, ho sentito la necessità psicologica di uscire almeno cinque miseri giorni dal Giappone per entrare in circoscrizione americana.

Così la mattina seguente all’atterraggio, esplorando il territorio alla ricerca di fonti di cibo economicamente sostenibili, mi sono finalmente imbattuto in un supermercato dove potermi rifornire di generi alimentari indispensabili quali birra e nachos, acqua, pane e nutella.

Si, proprio lei ed in confezioni proprio della grandezza giusta (750gr. prodotta in Canada), non come quella che vendono qui (220gr. prodotta in Australia) che mi sembra quasi mono porzione…riesci ad imbrattare tre/quattro fette di 食パン(pancarrè) che poi ti tocca tornare al ス-パ (supermercato ma scritto in giapponese per non ripetermi) a sganciare altri 400 yen minimo, se la trovi perché non è detto che ci sia sempre.

A volte un'immagine vale più mille parole..c'è da aggiungere altro?!

A volte un’immagine vale più mille parole
..c’è da aggiungere altro?!

D’altronde gli indigeni non sanno ancora « Che mondo sarebbe senza Nutella? » o meglio che lo chef della Nazionale di Calcio prepara la colazione per i campioni servendo ogni mattina latte, pane e nutella ed un po’ di frutta «..E poi vedi come corrono… », no, qui appena svegli è consuetudine scafarsi riso-pesce grigliato-zuppa di miso-uovo crudo-fagioli nattō ecc. ecc… per poi collassare in treno…

Che vuoi che ne sappiano loro dei misteriosi tanto quanto magici poteri nutritivi/antidepressivi della più famosa pasta di gianduia al Mondo?

Ecco la famigerata colazione giapponese in una foto di repertorio, o refertorio?

Ecco la famigerata colazione giapponese in una foto di repertorio, ma anche di refertorio.

Ma torniamo al contest, la differenza non si riscontra solo nelle dimensioni (che comunque, alla fine, contano) bensì anche all’interno: chissà perché (visto che essendo un prodotto globale dovrebbe avere le stesse caratteristiche anche su Marte..) ma quella Canadese conserva un aroma ed una consistenza molto più simile a quella reperibile in Italia mentre invece l’ennesimo punto a sfavore di quella Australiana è l’essere più solida e meno gustosa e, a volte, può avere anche dei piccoli difetti come il separarsi degli olii che si ricondensano in piccole sfere grigiastre sparse all’interno del barattolo… non preoccupatevi sono innocue ma fan passare la voglia di spalmare.

Per finire, come accennavo anche prima la differenza di prezzo, 7.99 $ per i 750gr della nord americana contro una cifra che oscilla dai 390 ai 690¥per i 220gr di quella oceanica.

Insomma non c’è dubbio, ad aggiudicarsi la prima posizione in netto vantaggio ed a mio giudizio insindacabile vincitore è il Canada!…peccato però che quella prodotta li non abbia mercato qui… ettepareva!

L’unica è andare a mangiarsela direttamente a Toronto facendo magari una capatina alle vicine cascate del Niagara, lasciando aperta però una porta alla terra di koala e canguri, oppure sacrificarsi per andare a comprarla dove l’ho trovata io.
Dove?

A sole tre ore e mezza dal Giappone, qui.

Saipan, Isole Marianne Settentrionali, guardando la piccola isola Managaha dalla micro beach.

Saipan, Isole Marianne Settentrionali, Micronesia, guardando la piccola isola Managaha dal luogo chiamato Micro beach.