Dai carri alle astronavi: la potenza dell’ideogramma ripetuto

La Gotengo, nella sua prima incarnazione

Nella loro storia multimillenaria, molti ideogrammi hanno conservato – stilizzata – la forma pittorica che intendevano rappresentare.  Ad esempio,  車 – kuruma – ruota o carro/macchina, ricorda infatti un carro visto dall’alto, con le ruote alle estremità. Se al carro aggiungiamo un riforzo o uno sperone d’assalto abbiamo 軍 gun –  militare/armata. Ponendo il carro armato ante litteram sulla strada (辶)si ottiene 運ぶ hakobu , trasportare (ぶ=bu. La desinenza in hiragana cambia coniugando il verbo). Nel caso che l’oggetto sia pesante (omo-i) serve una macchina con doppie ruote 重, come i moderni tir a più assi.

Che succede ripetendo in piccolo tante volte l’elemento di macchina? Il caso più semplice della ripetizione dello stesso elemento è data da 木 – albero (ki), che diviene 林 – bosco (hayashi) e 森 foresta (Mori).

E quindi tre macchine? Evocando  torme di carri all’assalto che sbaragliano i nemici, 轟く(todoro-ku) vuol dire ruggito, tuono.

La lettura cinese (On-yomi) è “gou”: la 轟天号 Gōtengō, Cielo Roboante (l’ultimo gō è l’identificativo di nave), appare più volte nei Tokusatsu-eiga  film di Honda e della Toho, dapprima in Atragon (versione live ed anime. Il  titolo originale  Kaitei Gunkan (海底軍艦) – mare-fondo-militare-nave da guerra) dove il terzo ideogramma è il “militare” già incontrato ed il quarto indica le navi da guerra.   La Gōtengō avrà successo: tornerà in Guerra spaziale (惑星大戦争) con tanto di caratteristica trivella frontale  e nell’ultimo (terribile) Godzilla final wars.

(grazie ad Omar Serafini di fantascicast per il riferimento di Guerra Spaziale)

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