Yoshio Nishina: Lo scienziato che tentò di scongiurare Nagasaki

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Nishina (a destra) implora inutilmente i militari americani di non gettare i ciclotroni nella baia di Tokyo

Parleremo di questo argomento con gli amici di Radio3Scienza alle 11:30 italiane del 6 Agosto:  http://www.radio3.rai.it/dl/portaleRadio/media/ContentItem-1314fddc-9281-42dc-9229-297d4febf5c8.html?refresh_ce

Il 6 Agosto 1945 la città di Hiroshima fu rasa al suolo dal primo ordigno nucleare della storia: circa 140.000 giapponesi furono uccisi istantaneamente dall’esplosione o morirono successivamente a causa delle ustioni e delle radiazioni.

La bomba, denominata Little boy, era di concezione semplice quanto efficace: un esplosivo convenzionale lanciava un cilindro cavo di uranio verso una serie di dischi dello stesso materiale. Il materiale fissile raggiungeva un peso complessivo di 64 chili, superiore alla massa critica necessaria per innescare una reazione nucleare a catena dal potere distruttivo di 11 chilotoni, equivalente cioè a 11.000 tonnellate di esplosivo convenzionale.

Solo grazie agli enormi mezzi ed investimenti degli Usa – più di due miliardi di dollari dell’epoca, convogliati nel segretissimo progetto Manhattan – fu possibile impiegare a fini bellici le ultime scoperte della fisica nucleare. Liberando le energie che tengono insieme i nuclei atomici, si sviluppava una forza distruttiva milioni di volte più potente di quella degli esplosivi chimici basati sui meri legami molecolari. Continua a leggere

Il vero Terminus: la Fondazione di Asimov diventa un manga.

La Sideranch giapponese ha iniziato nell’ottobre 2013 la trasposizione della saga della Fondazione di Isaac Asimov. Il tratto, pulito ed essenziale, rende onore ai personaggi dei romanzi, restando fedele alla caratterizzazione dell’autore.

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Anche nella narrazione delle vicende si nota con piacere  l’aderenza quasi maniacale al testo originale. Non solo nomi ed i ruoli sono traslitterati fedelmente, ma numeri, cifre e date presenti nel manga coincidono con quelli del romanzo,  a sottolineare la passione dei curatori.

Nella concezione delle storie della Fondazione, originariamente pubblicate ad episodi a  partire dal 1942, Asimov trasse ispirazione  dal “Declino e caduta dell’impero romano”, di Edward Gibbon. La monumentale opera dello storico anglosassone descrive il  crollo dell’Impero romano dalle prime avvisaglie sino alla sua fine in occidente nel V secolo e un millennio dopo in oriente.

Il primo volume,di quasi 300 pagine, copre le prime tre storie di Fondm2Clipboard01azione. Nel primo capitolo incontriamo Hari Seldon ed il suo futuro successore, Gaal Dornick. Assistiamo quindi alla nascita della Fondazione su un pianeta nella estrema periferia galattica ed ai suoi primi scontri con i sistemi vicini. Lo scopo apparente è di redigere una onnicomprensiva Enciclopedia Galattica, ma l’obiettivo reale è quello di preservare scienza e tecnologia evitando che periscano nel crollo dell’impero galattico, in analogia a quanto avvenuto in Europa nel Medioevo.

Il nome del pianeta cui viene posta la Fondazione, Terminus, ha un valore simbolico molto importante per Asimov, che  dichiara di aver letto per ben due volte l’opera di Gibbon: Terminus era infatti il dio romano preposto alla guardia dei confini dell’impero. Era rappresentato da una  massiccia pietra  posta nel tempio di Giove sulla collina del Campidoglio. Nelle parole di Gibbon solo Terminus, di tutte le divinità inferiori,  aveva rifiutato di piegarsi al volere di Giove e gli àuguri avevano dedotto che i confini di Roma non si sarebbero mai ritirati sino a che il dio fosse rimasto al suo posto.

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Leggendo il manga si ripercorre con piacere ancora una volta le vicende della saga di Asimov, notando come sia possibile effettuare adattamenti (e remake) con successo restando fedeli al testo originale.

Purtroppo al momento il manga non è disponibile in italiano anche se si trova su Amazon japan. È però auspicabile che una edizione tradotta compaia quanto prima, non solo per gli appassionati di vecchia data, ma soprattutto per chi non ha avuto ancora modo di gustare le storie di uno dei giganti della fantascienza classica.

 

Fukushima tre anni dopo, tra bufale e realtà nascosta

(ripropongo qui un mio testo apparso su wired.it)

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NON SONO RADIAZIONI: questa mappa della Noaa rappresenta l'altezza delle onde dello tsunami. Le unità di misura  (in cm) sono sulla scala posta a destra, spesso opportunamente e proditoriamente  tagliata dai "bufalari" per falsificarne il significato.

Lo tsunami che devastò le coste del Giappone l’11 marzo del 2011spazzando via intere cittadine causando circa 18,000 vittime danneggiò irreparabilmente anche la centrale di Fukushima-1. Ebbe così inizio la più lunga e complessa crisi nucleare da quella di Chernobyl. Se nessuno ha perso la vita a causa delle radiazioni, il rilascio di cesio nell’ambiente ha costretto circa 100,000 persone ad abbandonare le proprie case senza prospettive che la maggior parte vi possa far ritorno. Inoltre la ua carente gestione dell’emergenza ed i conseguenti danni economici e sociali – hanno causato circa 1600 tra decessi e suicidi

Nel ricordare il terzo anniversario della tragedia che ha colpito il Giappone è possibile fare il punto sulla situazione alla centrale nucleare e la contaminazione radioattiva (qui un articolo apparso su wired lo scorso anno).

Fukushima e Chernobyl

A Fukushima la quantità materiale radioattivo disperso nell’ambiente è inferiore a  quello della centrale ucraina. Infatti le protezioni in cemento dei reattori della centrale giapponese sono ancora intatti, dato che l’esplosione ha interessato le mura esterne degli edifici; il reattore di Chernobyl è invece stato scoperchiato dall’esplosione. Continua a leggere

Aggiornamenti su Fukushima, ritorno al nucleare in Giappone?

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Versione estesa e con i link di un mio articolo apparso sabato primo marzo nell’edizione cartacea dipagina99
 
Il METI, Ministero dell’economia, commercio ed industria giapponese ha recentemente presentato un piano energetico nazionale in cui l’energia nucleare tornerà ad avere un ruolo di rilievo, seppur affiancata da fonti di energia rinnovabile. E’ un cambio di rotta rispetto alla politica energetica degli ultimi tre anni, che a seguito dell’incidente alla centrale nucleare di Fukushima del marzo 2011, ha posto tutti i 48 reattori commerciali in stato di spegnimento a freddo. Il fabbisogno di energia elettrica giapponese era coperto per circa un terzo dalle centrali nucleari. Di conseguenza, le importazioni di gas naturale sono cresciute nel 2013 sino a incidere per 10% degli acquisti dall’estero, facendo toccare – complice uno yen indebolito dalla scommessa dell’abenomics – alla bilancia dei pagamenti giapponese un passivo pari a 112 miliardi di dollari.
Nel frattempo, il 27 febbraio scorso è stata confermata la decisione di non incriminare la dirigenza della Tepco (*) e l’allora premier Naoto Kan per negligenze nella gestionedell’emergenza. Va però ricordato che fu l’allora direttore della centrale, Masao Yoshida, a salvare Fukushima da un incidente ancora più devastante, contravvenendo agli ordini dei suoi superiori della Tepco e continuando a raffreddare i nuclei dei reattori con acqua di mare.
(continua a leggere su casolino.it)

Manga e discriminazione nella scienza giapponese

La copertina incriminata della rivista della Società dell’intelligenza artificiale giapponese

La copertina incriminata della rivista della Società dell’intelligenza artificiale giapponese

In questi giorni il Japan times ha riportato le scuse della Società giapponese per l’intelligenza artificiale. Le loro colpe? Aver utilizzato l’immagine accanto per la copertina della loro rivista scientifica. La copertina – scelta in base ad una competizione pubblica – è stata (ma non è riportato da chi) ritenuta discriminatoria e sessista.

L’immagine ha molti errori concettuali e tecnici (vedi dopo  per un’analisi semiseria) ed è forse più adatta ad un manga che ad una rivista scientifica, ma è comunque rappresentativa del diffuso uso che la società giapponese pubblica e privata fa di figure disegnate – in prevalenza  femminili – per trasmettere un messaggio. Metropolitana, polizia, pompieri hanno tutti varie mascotte e character che utilizzano in poster e pubblicità.


 
 
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Ad esempio questo qui accanto è un poster che invita ad arruolarsi nelle forze di autodifesa giapponese.
 
(continua a leggere su scientificast)