Condannati a morte e dintorni

Su Asahi Shinbun è uscito un articolo interessante che non solo fa il punto della situazione sui detenuti  in attesa di esecuzione, ma chiarisce anche una domanda “capitale”: perché i condannati a morte in Giappone restano in cella in una condizione sospesa anche per decenni? È solo un gioco crudele?

(la nota e spesso criticata politica di comunicare l’esecuzione solo la mattina stessa è in teoria intesa a accorciare il più possibile lo stato di panico conseguente alla consapevolezza che si sta per morire, anche se il fatto che si è prossimi al momento viene lo stesso suggerito da dettagli e procedure sui quali non mi addentrerò in questo breve articolo)

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Per “Gakideka”(lo sbirro moccioso), manga di grande successo negli anni 70 di Yamagami Tatsuhiko, pronunciare sentenze di morte (死刑 shikei) era un marchio di fabbrica

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Le passeggiate di Burogu: Kamakura, lungo la ferrovia

passeggiateburoguNota per il gentile lettore

Le Passeggiate non vogliono essere una guida del Giappone, non troverete descrizioni dettagliate o spiegazioni storico-culturali dei luoghi incontrati durante il cammino. L`approccio sarà sempre quello di chi, uscendo da casa, faccia una semplice e breve camminata osservando ciò che incontra: edifici, parchi, templi, persone, negozi e così via.
Per soddisfare la curiosita dei lettori che volessero approfondire la conoscenza dei luoghi descritti si aggiungeranno spesso dei link a siti esterni dove poter trovare maggiori informazioni.

 

Kamakura, lungo la ferrovia

 

Arrivando da Yokohama, o dallo Shonan, il treno, dopo aver fatto sosta a Kita Kamakura, si avvia lentamente verso la nostra destinazione: la stazione di Kamakura.

Tra le due stazioni il convoglio percorre anche un breve tunnel, superato il quale ormai possiamo dire di esser giunti alla meta.
Proprio appena usciti dal tunnel sulla sinistra ci incuriosisce una strana struttura, con un tetto circolare… un museo? un centro culturale? semplicemente una strana abitazione?… lo scopriremo piu avanti…

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Una storia di Natale

di Daniela Matta

Qualche volta succede di trovarsi coinvolti in qualcosa di inaspettato, e magari non si riesce a trovare una definizione appropriata. A me e a mio figlio è successa una piccola avventura, alla fine di novembre, e ancora mi sembra incredibile. Intendiamoci, non ci è successo niente di male, si è trattato semplicemente di qualcosa di veramente inaspettato
Quest’anno siamo venuti in Sardegna per le vacanze di Natale. Anzi, siamo partiti a fine novembre, per conciliare il viaggio con alcuni impegni che avevo preso da tempo.
Come spesso accade, la ricerca della migliore combinazione prezzo/servizi, ci ha indirizzati verso una compagnia aerea araba, e per la precisione verso Emirates.
Un volo piuttosto lungo, con tre cambi di aereo per arrivare fino a Cagliari, che ho cercato di velocizzare al massimo nel viaggio di andata. Quindi, partenza notturna da Osaka, arrivo a Dubai all’alba del giorno successivo, circa quattro ore di sosta (la soluzione più breve disponibile), e nuovo imbarco per Roma.
Il primo volo è stato vergognosamente perfetto, abbiamo addirittura avuto la fortuna di disporre di ben tre sedili, visto che quello vicino ai nostri non era stato occupato da nessuno.
Avendo già viaggiato con la stessa compagnia in precedenza, i miei ricordi del transito a Dubai prevedevano un lungo percorso da compiere all’interno dell’aeroporto, con una serie di ascensori, scale mobili e controlli vari, quindi contavo di impiegare parte del nostro tempo in questo modo. Continua a leggere

Sgranocc’ Sgranocc’, ovvero breve excursus sul “Gari Gari-kun”, il ghiacciolo più venduto in Giappone

C’era una volta un produttore di dolciumi, la azienda casearia Akagi di Saitama, a nord di Tokyo, che a seguito del primo shock petrolifero, nel 1970 si ritrovò a dover alzare i prezzi dei suoi prodotti, e in particolare quello di una granita che era il suo vero e proprio portabandiera: la “Akagi shigure” 赤木しぐれ, la “breve pioggia di fine autunno della Akagi”- Il problema fu che le grandi aziende rivali rimandarono il rialzo lasciando sola la Akagi con vendite in picchiata e serissimi problemi di bilancio.

Per rilanciarsi, mise allo studio un nuovo prodotto, una granita che i monelli potessero gustare con una mano sola mentre si dilettavano nei loro giochi: un ghiacciolo di granita tenuta assieme da un composto di gelatina… che però finiva per sfaldarsi nella confezione, provocando reclami su reclami. E così nel 1981 si arrivò al prodotto finale: una granita avvolta da una copertura di ghiacciolo, il “gari gari”, onomatopea per “sgranocc sgranocc” a cui si aggiunse il “kun” (appellativo familiare – di genere solitamente maschile – che il giapponese pospone a nomi di bambini o di compagni/colleghi).960c5f49

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E voi ci riuscite?

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Ma come si chiudono i Gyouza?

E, prima di tutto, che cosa sono i gyouza?

I gyouza sono i ravioli cinesi. Quelli che si chiudono a “mezzaluna” e si preparano in vari modi.

Probabilmente voi li conoscerete anche con un nome diverso, in base al vostro luogo di residenza e lingua.

Io, sinceramente, nonostante una passione per il cibo cinese che coltivo fin dai tempi delle scuole superiori, confesso di non averli mai assaggiati prima di arrivare in Giappone. Forse non rientravano nel target dei ristoranti cinesi in Italia? O forse in Italia preferiscono altri tipi di sfoglia con ripieno? Non saprei dire, ma posso confermarvi che i gyouza sono stati una piacevole sorpresa quando sono arrivata in Giappone. Il tipo più diffuso è quello da cuocere in padella o sulla piastra, e oggi desidero parlarvi proprio di lui. Continua a leggere